mercoledì 14 settembre 2022

La scintilla della coscienza. Federico Faggin e gli 'esperti' che si sentono traditi da lui

Federico Faggin: se ne parla su tutti i sui quotidiani nazionali in questi giorni, per l'uscita di un suo libro. Sono direttore di MIT Sloan Management Review Italia: gli abbiamo dedicato un'ampia intervista nell'ultimo numero (intervista raccolta 10 giugno scorso). La trovate qui
Agli amici che si dicono delusi dalla svolta spirituale di Faggin, posso dire che la sua non è resa, ma consapevolezza di cosa sia la vita. 
Agli amici che dicono: tutto parte da una molecola di DNA e non c'è 'spirito' in una molecola di DNA, c'è solo codice posso rispondere: Codice vuol dire tre cose: un supporto, un linguaggio, un insieme di informazioni. Non c'è relazione su nessuno dei tre piani tra codice digitale e DNA. Agli amici che dicono che la complessità può essere risolta con sempre più evoluti strumenti tecnici, ricordo i teoremi di incompletezza di Gödel, e ricordo anche che nel mentre strumenti tecnici risolvono problemi, si allarga il nostro sguardo e vediamo nuovi problemi irrisolti. 
Agli amici che credono che tra vent'anni i robot avranno una coscienza, dico che potrebbe anche darsi. Ma la coscienza del robot, se mai ci sarà, non avrà nulla a che fare con la coscienza umana. Di fronte a questa prospettiva, credo, noi umani -tecnici, e semplici cittadini- dovremmo evitare la facile via consistente nello sperare che robot o macchine o algoritmi o altre nuove tecnologie risolvano i problemi. 
Possiamo invece assumerci nel presente responsabilità personali. Faggin: "Ciò che succede a me è in gran parte dovuto alle mie azioni". "Soltanto assumendosi questa responsabilità, che sorge da un bisogno di onestà verso se stessi, da un senso di giustizia e di verità, si potrà avere più consapevolezza. È da questa che nasce la capacità di governo delle macchine. E, quindi, del nostro futuro". "C’è molta differenza tra il lavoro imprenditoriale di chi si limita a sfruttare la tecnologia che esiste e chi investe in ricerca fondamentale che illumina la nostra natura. Una nuova tecnologia è utile, ma la vera trasformazione è cambiare l’idea di chi siamo, perché ciò può trasformare il mondo in meglio per tutti". 
Per quanto mi riguarda, ho cercato di parlare di tutto questo nel libro Le Cinque Leggi Bronzee dell'Era Digitale. E perché conviene trasgredirle.
Lì argomento a proposito sia del concetto di codice, sia di come non si possa comparare la consapevolezza umana con un eventuale raggiungimento di 'consapevolezza' da parte della macchina, sia della 'scintilla della coscienza', che è ciò che contraddistingue l'essere umano.


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